Personale difficile da trovare: il 44% delle assunzioni mette alla prova le PMI
Aggiornamento: 3 giorni fa
Il mercato del lavoro italiano continua a presentare un paradosso: le imprese cercano persone, ma spesso non riescono a trovarle. Secondo il Sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, a settembre 2026 sono 565mila le entrate programmate e 1,5 milioni quelle previste nel trimestre settembre-novembre. La difficoltà di reperimento riguarda il 44% dei profili ricercati.
Per una PMI questo dato non è soltanto un problema di recruiting. Spesso segnala una distanza tra ciò che l’impresa chiede al mercato e il modo in cui ha progettato ruoli, competenze e percorsi di inserimento. Una posizione descritta in modo generico o sovraccaricata di responsabilità diverse restringe inutilmente il bacino dei candidati.
Il primo intervento utile è la mappatura delle competenze. Occorre distinguere ciò che è indispensabile fin dal primo giorno da ciò che può essere appreso attraverso formazione e affiancamento. Cercare il candidato perfetto può significare lasciare una posizione scoperta per mesi.
Anche la proposta aziendale conta. Retribuzione, flessibilità e stabilità restano importanti, ma sempre più candidati valutano chiarezza del ruolo, qualità dell’organizzazione, possibilità di crescita e coerenza della leadership. Per le piccole imprese, che difficilmente possono competere solo sul salario, questi elementi diventano leve decisive.
La scarsità di competenze va quindi affrontata come un tema organizzativo: definire meglio i ruoli, costruire processi di selezione più rapidi, investire nella formazione interna e misurare i fabbisogni prima che diventino emergenze. Il capitale umano non si trova soltanto: si progetta, si sviluppa e si trattiene.
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